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fai: castello della manta - escursioni punti di interesse attrazioni a manta
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  FAI: CASTELLO DELLA MANTA


FAI: CASTELLO DELLA MANTA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MANTA Saluzzo Revello Savigliano

PALAZZINA DI STUPINIGI

PALAZZINA DI STUPINIGI  Apri
Loc. PIAZZA PRINCIPE AMEDEO, 7D, STUPINIGI TURIN, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
44 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Nichelino, Moncalieri, Torino
La costruzione della Palazzina di Caccia inizia nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra che ridisegna l'intero territorio della commenda (prima donazione del Fondatore Emanuele Filiberto all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro), e continua fino alla fine del XVIII sec. con interventi di ampliamento e completamento di Benedetto Alfieri e di altri architetti quali Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago di Borgaro, Ludovico Bo, Ignazio Bertola. Testimonianza eccezionale dello spirito del tardo Juvarra e di Benedetto Alfieri, si specchia e ritrova nel rococo' internazionale delle residenze reali europee. E' luogo di loisir per la caccia nella vita di corte sabauda, sontuosa e raffinata dimora prediletta dai Savoia per le feste e i matrimoni durante i secc. XVIII e XIX, apprezzata anche da Napoleone nei primi anni dell'800. Agli inizi del XX secolo e' eletta a stabile residenza dalla Regina Margherita, e dal 1919 e' anche sede del Museo dell'Arredamento. Costituisce l'elemento eminente del patrimonio storico-artistico mauriziano. Dal giugno 2011, grazie al lavoro di coordinamento dei molti sostegni ottenuti per il restauro e la riqualificazione dei luoghi, Stupinigi ha riaperto al pubblico con i primi interventi sul verde (giugno 2011) e il percorso interno in forma espositiva (giugno 2011): 'Stupinigi Tempo Primo. Tesori ritrovati', ove in particolare e' possibile ammirare l'Appartamento di Levante con arredi fissi e mobili del &700 restaurati e tornati al loro antico splendore. Dall'15 marzo 2013, il percorso e' arricchito ('Stupinigi. Intermezzo. Lavori in corso') dal completo restauro della Sala degli Scudieri, sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, e dalla progressione degli interventi di restauro: giardini, facciate sud, Sala di S. Uberto, Salone Centrale e attigui appartamenti del Re e della Regina. La Palazzina di Caccia e' attualmente interessata da un complesso cantiere di restauro esterno riguardante il corpo centrale e le facciate sud, mentre all'interno sono in corso cantieri di restauro di apparati decorativi nella Sala degli Scudieri e nell'Anticappella di S. Uberto.

FORMAGGIO BRA DOP

FORMAGGIO BRA DOP  Apri
Loc. BRA - PIEMONTE  Navigatore
33 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
Altitudine: 277 mt. s.l.m.  Area Roddi, Barolo, Grinzane Cavour
  Brochure PDF
Il nome deriva dall'omonima cittadina del Cuneese: imprenditori braidesi acquistavano il formaggio cosiddetto nostrale dai malgari provenienti dalle Valli Cuneesi, lo facevano stagionare nelle loro cantine e lo smerciavano un po' ovunque. Oggi il grosso della produzione di Bra avviene nei piccoli e medi caseifici della pianura cuneese o dei paesi di fondovalle. Il bestiame deve essere rigorosamente alimentato con foraggio fresco o affienato (sono vietati insilati o mangimi). Area di produzione: provincia di Cuneo; comune di Villafranca P. (TO). La Denominazione di Origine Protetta e' stata riconosciuta il 1 luglio 1996

LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO

LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO  Apri
Loc. CRAVA - PIEMONTE  Navigatore
31 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Vicoforte, Fossano, Cuneo
La Riserva naturale Crava Morozzo e' la prima area protetta nella storia della Lipu (con la dizione Oasi di Crava Morozzo). E' stata istituita nel 1979 grazie ad una delibera e ad accordi tra i Comuni di Morozzo, Mondovi' e Rocca de' Baldi e la Provincia di Cuneo. Successivamente individuata come Riserva naturale speciale dalla Regione Piemonte e inserita all'interno del Parco regionale Alta Valle Pesio. L'Oasi prima, ed adesso la Riserva naturale, e' nata con lo scopo di tutelare la zona umida e valorizzarne le potenzialita' naturalistiche ed educative. Al suo interno presenta diverse tipologie ambientali: due bacini artificiali costruiti per scopi idroelettrici ed ora rinaturalizzati (di proprieta' di Enel), un tratto lungo circa 3 chilometri del torrente Pesio, boschi ed aree coltivate circondate da siepi. Attualmente e' inserita all'interno del Parco regionale del Marguareis, ente con il quale la Lipu collabora per attivita' gestionali. L'insieme degli ambienti della Riserva naturale favorisce la presenza di una flora molto ricca e diversificata. Crava Morozzo rappresenta una zona umida di notevole importanza per la nidificazione e la sosta di numerose specie di uccelli acquatici. Le stagioni migliori per le osservazioni ornitologiche sono sicuramente l'autunno e l'inizio della primavera. In questi periodi, alle specie sedentarie quali il Germano reale, la Folaga e il Tuffetto, si aggiungono quelle migratrici quali il Moriglione, la Marzaiola, il Mestolone, l'Alzavola, il Codone, l'Airone rosso e cenerino, la Nitticora, il Cavaliere d' Italia (che negli ultimi anni ha iniziato a riprodursi nell'area protetta). La rilevanza della Riserva naturale per la sosta deigli Uccelli migratori e' dimostrata anche dalla presenza di specie poco comuni come il Mignattino e il Falco di palude. Abbondante la vita selvatica legata agli ambienti sia boschivo, sia fluviale. Dove la Tifa e' piu' densa il Tuffetto e la Folaga costruiscono i loro nidi galleggianti, mentre i boschi ripariali coperti da cespugli intricati sono preferiti dall'Usignolo di fiume e, in inverno, dalla mimetica Beccaccia. Una freccia azzurra in volo radente ed alcuni sassi sul torrente macchiati di bianco segnalano la presenza del bellissimo Martin pescatore e del Merlo acquaiolo, caratteristici abitatori, insieme al Piro Piro piccolo, dell'ambiente di fiume. Anche l'osservazione dei rapaci porta buoni frutti: si possono infatti incontrare diverse specie come il Gheppio, l'Allocco, la Civetta e la Poiana

PARCO NATURALE DEL MONTE SAN GIORGIO

PARCO NATURALE DEL MONTE SAN GIORGIO  Apri
Loc. MONTE SAN GIORGIO, PARCO NATURALE DI INTERESSE PROVINCIALE DEL MONTE SAN GIORGIO, PIOSSASCO TO - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Avigliana, Ravera, Rivoli
Uno scrigno di preziosita' naturali e storico culturali Una gita fuori porta degna di interesse naturalistico e' sicuramente quella che si puo' intraprendere al Parco Naturale del Monte San Giorgio che, pur trovandosi a soli 20 chilometri da Torino, offre al visitatore passeggiate immerse nella natura, aree attrezzate per una rilassante sosta e, per chi desidera svolgere attivita' di volo libero, la cima del monte e' un ottimo punto d'involo per deltaplano e parapendio. L'area consente una fruizione continua nel corso dell'intero anno sia per chi ama la misteriosita' del bosco d'inverno sia per gli amanti della bella stagione, potendo ammirare i mille colori di fiori e piante e avendo la possibilita' di scorgere i piccoli e grandi uccelli presenti nel Parco

PARCO NATURALE DI CONCA CIALANCIA

PARCO NATURALE DI CONCA CIALANCIA  Apri
Loc. PERRERO - PIEMONTE  Navigatore
44 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Ghigo, Balziglia, Fenestrelle
Un'area dalla morfologia alpina tipicamente glaciale Questo parco presenta le tipiche caratteristiche dell'ambiente alpino: ideale per gli amanti della montagna, per effettuare delle passeggiate tra i profumi e i colori della Val Germanasca. Presenta uno scenario naturale incontaminato nel quale si puo' incontrare la fauna tipicamente montana come camosci e marmotte; la flora e' rappresentata da coperture vegetali arbustive ed erbacee, piu' raramente arboree

CASTELLO DI RACCONIGI

CASTELLO DI RACCONIGI  Apri
Loc. VIA FRANCESCO MOROSINI, 3, RACCONIGI CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
23 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Savigliano, Bra, Saluzzo
Il castello reale di Racconigi (in piemontese el castel ed Racuni's) e' situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprieta' dei Savoia a partire dalla seconda meta' del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle Reali Villeggiature della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d'Italia) nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 e' parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanita' dell'UNESCO

ABBAZIA DI SANTA MARIA DI STAFFARDA

ABBAZIA DI SANTA MARIA DI STAFFARDA  Apri
Loc. REVELLO CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
9 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Saluzzo, Manta, Savigliano
L'Abbazia sorge lungo la strada statale n.589 dei laghi di Avigliana. Con l'autostrada A6 uscire al casello di Marene, imboccare la statale 662 fino a Saluzzo (13 km) e proseguire per l'abbazia (10 km). In treno scendere alla stazione di Saluzzo e proseguire con un autobus locale. Il luogo della costruzione fu scelto volutamente in un'area malsana e paludosa e tutto il terreno circostante fu sottoposto a bonifica da parte dei monaci. L'importante complesso medioevale, fondato nel XII secolo dai monaci cistercensi venne dedicato alla Vergine e la sua costruzione continuo' per tutto il XIII secolo. L'Abbazia, situata in aperta campagna, e' circondata ancora oggi da un piccolo villaggio rustico. Il complesso religioso comprende la Chiesa che conserva al proprio interno un pulpito ligneo in stile gotico del Quattrocento e il campanile, costruito nel 1250 sempre in stile gotico. Dal chiostro, con arcate ogivali a doppia ghiera rette da colonnine binate, si accede alla sala capitolare destinata agli incontri della comunita'. Completano il complesso la foresteria dove venivano accolti i viandanti e la loggia del mercato, massiccia costruzione gotica. Gli edifici sono caratterizzati dallo stile romanico e dallo stile gotico. L'Abbazia, tipicamente medievale, era difesa da mura che la cingevano e l'ingresso era salvaguardato da una torre segnata da una croce. Vi era un ponte levatoio, come negli antichi castelli. Questo ingresso e' ancor oggi ben visibile, incorporato in un'abitazione rurale. Il complesso sorge sui resti di una costruzione d'epoca romana al di sotto della quale si nasconde un sito celtico. I rari dipinti presenti nell'Abbazia riportano croci templari e denotano un insistente uso dei colori legati all'alchimia (rosso e bianco). Tutta la struttura risulta sapientemente costruita sull'asse del sole, che al mattino illumina l'altare, a mezzogiorno il campanile e al tramonto l'ingresso principale.

CRUDO DI CUNEO D.O.P.

CRUDO DI CUNEO D.O.P.  Apri
Loc. CUNEO CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
27 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Robilante, Crava, Limone Piemonte
  Brochure PDF
Il prosciutto denominato 'Crudo di Cuneo', interessa un'area di produzione comprendente le province di Cuneo, Asti e parte di quella di Torino (nell'area pedemontana del Pinerolese e del Carmagnolese) per un totale di 54 Comuni. La zona di produzione della DOP e' fin dai tempi piu' antichi legata alla storia della suinicoltura, della lavorazione e stagionatura del «Crudo di Cuneo», grazie a specifiche caratteristiche pedo-climatiche che la contraddistinguono da altre zone e che conferiscono al prodotto tipiche proprieta' qualitative, ben riconoscibili dal consumatore finale. Il disciplinare di produzione prevede che vengano utilizzate solo cosce suine fresche, provenienti da animali di razze tradizionali nati, allevati e macellati nella zona di produzione, e alimentati in buona parte con cereali locali. Ha un peso compreso tra 7 e 10 kg. Al taglio la fetta si presenta di colore rosso uniforme nella parte magra e di colore bianco in quella grassa

ROBILANTE

ROBILANTE  Apri
Loc. ROBILANTE - PIEMONTE  Navigatore
37 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Cuneo, Limone Piemonte, Madonna D'ardua
Qualcuno sostiene che il nome del paese derivi da 'rivo bullante', cioe' rio gorgogliante, con riferimento alle acque spumeggianti del torrente Cialancie, che attraversa l'abitato. Altri credono che derivi dal latino 'robur', che significa 'quercia' ma anche 'forza' e 'solidita''. Che l'interpretazione sia corretta o meno, si puo' affermare con sicurezza che Robilante, borgo montano in provincia di Cuneo, di forza d'animo ne abbia sempre dimostrata, e continui a dimostrarla tuttora. Si tratta di un paese pittoresco nel cuore del Piemonte, nella Comunita' Montana Valli Gesso e Vermenagna, incastonato a 670 m di quota e popolato da circa 2.400 abitanti. Sino a poco tempo fa, Robilante era un villaggio semplice e piuttosto povero, i cui abitanti erano spesso costretti a migrare per procurarsi di che vivere, ma la capacita' di non perdersi d'animo ha dato i suoi frutti e oggi il paese e' una localita' incantevole, intrisa di leggende e storie misteriose, ricca di tradizioni e colorata da usi folcloristici pittoreschi. Dopo essere stato per un lungo periodo feudo dell'abate di San Dalmazzo, che l'aveva ricevuto dal marchese di Saluzzo, Robilante divenne parte del distretto di Cuneo e passo' in mano ai Savoia nel 1364. Nei secoli seguenti i padroni che si avvicendarono in queste terre furono numerosi, ma a rendere celebre il nome del borgo furono i signori di Varallo, che nel 1619 lo ricevettero in feudo e assunsero il titolo di conti di Robilante. Oggi il paese e' un concentrato intenso di cultura, che si esprime attraverso le usanze ma specialmente attraverso le pietre antiche dei monumenti e dei palazzi. Tra le bellezze che piu' si fanno notare c'e' la Parrocchiale di San Donato, fondata nel XVIII secolo, con la sua splendida facciata esterna e all'interno alcune opere d'arte pregevoli: in particolare, merita l'attenzione dei turisti il crocifisso ligneo del XIV secolo. A breve distanza dalla chiesa, in Via Eminia, c'e' un piccolo affresco quattrocentesco che rappresenta una Madonna con Gesu' Bambino, e poco oltre ci si imbatte nella ex Chiesa di Santa Croce, nata negli anni Sessanta e attualmente sede della Pro Loco di Robilante. Lasciando per un momento il centro del paese, e spingendosi nella verdeggiante campagna della Valle Vermenagna, si scopre una costellazione di piccole cappelle campestri, perfette come mete di escursioni all'aria aperta. Dalla Cappella di Sant'Anna, ad esempio, si gode di uno spettacolare panorama sul centro abitato, mentre altri itinerari interessanti si arrampicano lungo il vallone di Cialancie e raggiungono le chiesette bianche che testimoniano la devozione popolare di un tempo, viva ancora oggi specialmente nelle persone piu' anziane. Se si passeggia sino alla conca di Malandre' si scoprono le vecchie baite coi tetti di paglia, mentre un po' piu' in basso nella vallata c'e' il pilone del Moro, che racconta delle mitiche incursioni saracene

TOMA PIEMEONTESE DOP

TOMA PIEMEONTESE DOP  Apri
Loc. CUNEO CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
27 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Robilante, Crava, Limone Piemonte
Il formaggio si presenta in forme circolari con facce piane o semipiane con diametro compreso tra 15- 35 cm e uno scalzo variabile tra i 6 - 12 cm; anche il peso di ciascuna forma, di conseguenza, risulta essere molto variabile e compreso tra i 1,8 kg e 8 kg. Il Toma Piemontese presenta caratteristiche gustative diverse a seconda se si tratta della produzione tradizionale ottenuta a partire dal latte intero o della variante semigrassa ottenuta con latte scremato. Nel primo caso la crosta e' elastica e liscia con un color paglierino, bruno rossiccio, secondo la stagionatura, mentre la pasta ha un colore giallo paglierino con occhiatura minuta e diffusa; il sapore che ne deriva e' dolce e gradevole, di aroma delicato. Nella variante semigrassa la crosta e' poco elastica, di aspetto rustico di colore che va dal paglierino carico al bruno rossiccio, la pasta e' di colore bianco paglierino con occhiatura minuta e il sapore e' intenso ed armonico, di aroma fragrante che diviene piu' caratteristico con la stagionatura. Il latte esclusivamente vaccino proveniente da almeno due mungiture consecutive viene lasciato riposare fino ad un massimo di 12 ore, per il formaggio a latte intero, e fino ad un massimo di 24 ore, per il formaggio semigrasso. Dopo la scrematura per affioramento il latte viene posto in caldaia dove alla temperatura di 32°- 35°C e viene addizionato di caglio di vitello. La cagliata che ne deriva subisce inizialmente una rottura grossolana, spesso con rivoltamento dello strato piu' superficiale che si e' raffreddato; cui segue una breve sosta che favorisce un primo massiccio spurgo del siero. Si procede poi ad un'ulteriore rottura della cagliata, spesso accompagnata da un ulteriore riscaldamento che puo' portare alla temperatura di cottura ai 44° e 48°C. La rottura si protrae fino a che i grumi abbiano raggiunto le dimensioni di un chicco di mais per il formaggio a latte intero o di un grano di riso per i formaggi semigrassi dopo di che si lascia poi riposare la massa per alcuni minuti, per dar modo alla cagliata di depositarsi sul fondo, separandosi dal siero. La cagliata raccolta viene messa in fascere e, dopo una prima pressatura, lasciata sgrondare dal siero superfluo in ambienti idonei; durante questa sosta che varia dalle 3 alle 24 ore per il formaggio a latte intero e dalle 3 alle 72 ore il formaggio a latte semigrasso, il formaggio subisce piu' rivoltamenti. Si procede poi alla salatura, tradizionalmente a mano, con sale grosso sparso alternativamente sulle due facce per non oltre quindici giorni, oppure in salamoia da 24 a 48 ore a seconda della dimensione delle forme. La stagionatura avviene nelle tradizionali grotte o in ambienti idonei con una umidita' di circa l'85% e temperatura oscillante tra i 6° e i 10°, durante questa fase i formaggi sono rivoltati piu' volte, talora lavando le facce piane con una soluzione di acqua e sale. La durata minima di questo periodo e' di sessanta giorni per le forme di peso superiore a 6 kg e di quindici giorni per le forme di peso inferiore. E' l'unico formaggio DOP la cui produzione interessa tutto il territorio regionale in quanto la zona di provenienza del latte, di trasformazione, stagionatura ed elaborazione del formaggio Toma Piemontese comprende l'intero territorio amministrativo delle province di Cuneo, Torino, Biella, Vercelli, Novara e Verbania e alcuni comuni in provincia di Asti (Bubbio, Buttigliera d'Asti, Cassinasco, Cellarengo, Cessole, Dusino San Michele, Loazzolo, Monastero Bormida, Roccaverano, Mombaldone, Olmo Gentile, San Giorgio Scarampi, San Paolo Solbrito, Serole, Sessame, Valfenera e Villanova d'Asti) e di Alessandria (Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Ponti e Denice)

CASTELMAGNO D.O.P.

CASTELMAGNO D.O.P.  Apri
Loc. PRADLEVES - PIEMONTE  Navigatore
33 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Vinadio, Valdieri, Robilante
Il formaggio si presenta in forma cilindrica a facce piane del diametro di 15- 25 cm, scalzo di 12- 20 cm e peso variabile dai 2 ai 7 kg. La crosta e' sottile e liscia di colore giallo rossastra nelle forme piu' fresche ed assume una conformazione rugosa e una colorazione ocrea - brunastra nelle forme piu' stagionate. La pasta molto friabile e priva di occhiature e' di colore bianco avorio con la tendenza a virare ad una colorazione giallo ocrea e a presentare venature blu-verdi nelle forme piu' stagionate. La presenza di venature e' dovuta allo sviluppo di speciali muffe, appartenenti al genere pennicillium, che contraddistinguono i cosiddetti formaggi erborinati o a pasta blu. L' erborinatura, termine che deriva dal vocabolo dialettale lombardo erborin e significa prezzemolo, nel Castelmagno si sviluppa naturalmente con la stagionatura senza necessita' di inoculo di muffe specifiche. Il sapore fine e' delicato diventa forte e piccante man mano che aumenta il periodo di stagionatura. L'autenticita' del prodotto e' garantita dalla presenza del marchio impresso in rilievo su ciascuna forma e stampato al centro della caratteristica etichetta che ricorda la forma di una croce occitana. Il Castelmagno DOP e' prodotto con latte di vacca, eventualmente addizionato con latte ovino e/o caprino in percentuale da un minimo del 5% ad un massimo del 20%. Il latte utilizzato e' ottenuto dall'unione del latte di due mungiture di cui il primo conservato a bassa temperatura ed eventualmente scremato per affioramento o centrifugazione. La coagulazione viene effettuata su latte crudo riscaldato in caldaie di acciaio sino a 35- 38 °C utilizzando caglio liquido. La cagliata viene quindi rotta fino alla dimensione di una nocciola (ma in alcuni casi si arriva sino al chicco di riso), lasciata riposare sotto siero per un tempo variabile dei 5 ai 30 minuti ed infine estratta e messa in teli dove viene lasciata scolare per circa 24 ore. Al termine di questo periodo la cagliata viene tagliata a fette ed immersa in vasche di acciaio o plastica contenenti del siero della lavorazione del giorno o di lavorazioni precedenti. In questo siero la cagliata viene lasciata in genere per 2-3 giorni dopo di che viene estratta e tritata. Il trito viene quindi salato con sale grosso, posto in fascere di plastica o acciaio e pressato per 24 - 48 ore al fine di facilitarne lo spurgo. La stagionatura, effettuata in locali naturali o in celle fresche e umide, si protrae per almeno due mesi

BAROLO DOCG

BAROLO DOCG  Apri
Loc. BAROLO - PIEMONTE  Navigatore
39 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Grinzane Cavour, Roddi, Sinio
E' il grande vino italiano per eccellenza, ottenuto da uve Nebbiolo in purezza. Nasce nel cuore delle colline di Langa, a pochi chilometri a sud della citta' di Alba, nel territorio di 11 Comuni che si inseguono in un suggestivo itinerario di colline, cesellate dalla mano esperta dell'uomo e sorvegliate da imponenti castelli medioevali, fra cui proprio quello di Barolo, che ha dato il nome al vino oggi celebre in tutto il mondo. Sono Comuni centrali della zona del Barolo anche La Morra, Monforte, Serralunga d'Alba (con il Castello militare che svetta tra le colline), Castiglio Falletto (la torre rotonda fa parte di un maniero ancora di proprieta' privata), Novello, Grinzane Cavour. Verduno, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi (con il castello in ristrutturazione) sono invece interessati solo con porzioni dei loro territori. Grazie alla caparbieta' di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, si comincio' a produrre, a meta' dell'Ottocento, un vino eccezionalmente ricco e armonioso, destinato a diventare l'ambasciatore del Piemonte dei Savoia nelle corti di tutta Europa. Assieme al Barbaresco ha percorso tutti i momenti di valorizzazione del XX secolo partendo dalla associazione 'Pro-Barolo' fino alla fondazione del Consorzio poi l'ottenimento della Doc e della Docg fino all'avvio del Piano Controlli per la Certificazione richiesta dall'Unione Europea nel 2005. L'ultimo importante lavoro a favore del Barolo e' stata la delimitazione e l'ufficializzazione nel Disciplinare delle Menzioni Geografiche Aggiuntive avvenuto nel 2009, cosi' come per il Barbaresco era successo un paio d'anni prima. Il principio e' quello gia' enunciato e non comporta ancora una 'lettura' del prestigio dei 'Cru' (lasciata ad altri momenti) ma norma gli innumerevoli nomi di localita' utilizzati in etichetta. Con l'aiuto fondamentale dei Comuni il Consorzio ha superato le tante situazioni di incertezza e contenzioso mettendo una pietra miliare per eventuali future evoluzioni. A rendere importante il Barolo era ed e' la sua struttura che esprime un bouquet complesso e avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue affascinanti caratteristiche organolettiche. Dallo stretto legame fra le caratteristiche intrinseche del vino e i gusti nobiliari del XIX secolo e' nato il detto 'il re dei vini, il vino dei re'. Ha colore granato pieno e intenso, profumo al contempo fruttato e speziato; sia al naso, sia in bocca ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, ma regala anche suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e talvolta liquirizia, cacao, tabacco e cuoio. Deve invecchiare almeno tre anni, di cui uno e mezzo in legno di rovere, e solo dopo cinque puo' fregiarsi della 'Riserva'. Come per il Barbaresco ne troviamo di piu' tradizionali e altri piu' internazionali con diverso uso del legno piccolo. Attualmente le diversita' tendono ad affievolirsi con produzioni che ruotano intorno ad un equilibrio sobrio. Le lievi differenze fanno comunque dei vini Barolo un concerto di voci di altissimo livello. Gia' piacevole dopo 4-6 anni arriva al culmine dopo 10 anni di invecchiamento e resta ottimo anche dopo 20 o piu' anni. Ovviamente dipende dall'annata che puo' essere perfetta ma anche sfortunata come il famoso 1977 in cui si decise di non produrre Barolo o il 2002 quando le piogge e le grandinate misero a dura prova l'esperienza degli enologi. Per degustare il Barolo nella sua terra ci sono molte possibilita'; la 'Strada del Barolo' tocca diversi produttori ma ci sono anche le Botteghe Comunali di Serralunga, Diano d'Alba, Castiglion Falletto la Cantina Comunale di La Morra, l'Enoteca di Grinzane Cavour (da cui si gode un panorama centrale della zona) e l'Enoteca di Barolo dove sta decollando un Museo del Vino di grande valore. Altri punti, anche privati, si trovano in tutti i Comuni e va crescendo la disponibilita' delle aziende ad accogliere i visitatori. Per questo e' stato creato il servizio Piemonte On Wine di cui riferiamo nell'apposito capitolo delle Reti Locali

MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE

MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE  Apri
Loc. SAVIGLIANO - PIEMONTE  Navigatore
15 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Fossano, Racconigi, Saluzzo
Il museo ha lo scopo di reperire, conservare e, quando possibile, restaurare funzionalmente il materiale ferroviario di interesse per la cultura locale, con particolare riferimento ai rotabili ed ai sistemi di trazione che hanno caratterizzato la storia dei mezzi di comunicazione del Piemonte, con particolare riguardo per le linee ferroviarie in concessione e per la trazione trifase. Nei primo anni di funzionamento cioe' dal 1980 al 1985, venne concesso dalla SATTI (Societa' per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali) il piazzale della stazione di Rivarolo Canavese per iniziare a ricoverare i mezzi che nel frattempo venivano preservati dalla demolizione. Solo dal 1985 al 2000 venne stipulata una convenzione tra il Museo e la SATTI che stabili' l'utilizzo di una parte delle Officine e del piazzale della stazione di Torino Porta Milano, per ripristinare e restaurare le locomotive. In questi anni vengono acquisite locomotive, di cui alcune attive e funzionanti, delle Ferrovie dello Stato, appartenenti ai gruppi: n. 2 unita' locomotiva FS gr. 422 n. 2 unita' locomotiva FS gr. 640 n. 2 unita' locomotiva FS gr. 880 Alla fine degli anni novanta venne offerto, dal Comune di Savigliano, il terreno per poter ospitare l'area espositiva del Museo Ferroviario, in quanto negli anni il numero di locomotive, di carrozze passeggeri e di vagoni merci si era ampliato notevolmente rendendo insufficiente l'area torinese. Quindi con legge regionale n. 56, votata all'unanimita', nel 1996 venne approvato lo stanziamento di fondi per costruire il fabbricato che avrebbe ospitato i cimeli, la biblioteca e tutto il materiale nel frattempo ottenuto con donazioni ed acquisti. In piu' venne realizzata una prima parte delle tettoie che avrebbero ospitato i mezzi ed installata la piattaforma girevole del 1910, funzionante ad aria compressa, per la giratura e smistamento dei rotabili sui binari afferenti la stessa. La sede di Savigliano venne inaugurata l'8 dicembre 2001 e dedicata a tre grandi ingegneri ferroviari dello Stato Piemontese: Germain Sommeiller, Sebastiano Grandis e Severino Grattoni, attivi nell'Ottocento. Il logo scelto rappresenta la locomotiva dell'ing. Filiberto Frescot, capo dell'ufficio progetti della SFAI Societa' per le Ferrovie dell'Alta Italia che nel 1884 fece costruire nelle officine di Torino una locomotiva innovativa, la prima con rodiggio 2.3.0, potenza di 650 cavalli e velocita' massima di 80 km/h. Numerata 1181 fu dedicata a Vittorio Emanuele ...

CASTELLO DI RODDI

CASTELLO DI RODDI  Apri
Loc. CASTELLO DI RODDI, VIA CARLO ALBERTO, 2, RODDI, PROVINCE OF CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Grinzane Cavour, Alba, Barolo
Il castello sorge massiccio sul centro cittadino. La primitiva costruzione risale all'XI secolo ha subito un notevole rimaneggiamento nel XV secolo. E' stato di proprieta' di Gianfrancesco Pico della Mirandola, nipote del piu' noto letterato Pico della Mirandola. Successivi proprietari del castello furono i Della Chiesa di Saluzzo, che ne presero proprieta' nel 1690. Dal 2001 e' di proprieta' statale. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli, meglio noto come Castelli Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi d'Alba, Mango e Benevello. E' inoltre inserito nel circuito dei Castelli Aperti del Basso Piemonte. Il nome del paese viene fatto derivare dal celtico 'raud' o 'rod', che significa 'fiume': sicuramente di antichissima origine, sede di un insediamento pre-romano, al tempo dei romani 'Raudum', fu centro di raccordo tra la vicina Alba Pompeia e l'allora grande Pollentia. Secondo gli storici, nella pianura sottostante il paese si combatte' la battaglia di Pollenzo nel 403 d. C., quando il generale romano Stilicone sconfisse i Goti di Alarico. In seguito Roddi fu sede di un antichissimo monastero; dal 1400 in poi fu sotto il dominio di diverse famiglie (i Falletti di Barolo, il duca di Mantova, i Della Mirandola), finche' pervenne ai marchesi Della Chiesa di Cinzano, che lo ebbero in proprieta' fino al 1836, quando fu acquistato dal re Carlo Alberto.

LANGHE E ROERO

LANGHE E ROERO  Apri
Loc. CUNEO - PIEMONTE  Navigatore
26 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
Altitudine: 52 mt. s.l.m.  Area Robilante, Crava, Limone Piemonte
Le Langhe Il nome e' antichissimo e di derivazione incerta: Puo' significare 'Paese dei Liguri', 'terreno incolto' o 'Lingue di Terra'. Questo insieme di colline la cui altezza media oscilla dai 550 m. a 950 m sul livello del mare e' stretto fra i fiumi Tanaro e Bormida ed e' un labirinto di suggestive piccole valli che racchiudono un mondo antico fatto di borghi medioevali, colori, profumi, castelli, chiese ed abbazie, tradizioni, cantastorie, ricette di cucina legate al territorio e grandi vini ormai conosciuti nel mondo. Le Langhe hanno trovato la loro 'capitale' naturale in Alba, centro storico di origine romana e medioevale ed oggi vivace e graziosa cittadina dalla quale si puo' partire per una bella escursione alla scoperta di suggestivi paesi quali La Morra, Barolo, Serralunga d'Alba, Verduno, Monforte, Barbaresco ed oltre fino all'astigiano. Il Roero Circa 150.000 anni fa le Langhe ed il Roero costituivano un solo territorio ma si ritiene che durante una fase di piena il fiume Tanaro devio' il suo corso rivoluzionando la morfologia del territorio lasciando nelle 'Rocche' (spaccati di roccia createsi sul displuvio) una testimonianza di cio' che accadde. Il nome Roero ha sostituito l'Antica denominazione 'Astixum' ed e' derivato dal secolare dominio esercitato su queste terre dai Rotari poi Roerio, antica famiglia ghibellina di nobili origini. Nella sua storia il territorio fu spesso teatro di guerre, saccheggi e devastazioni ma nel &700 vari restauri, ricostruzioni e modifiche in stile barocco piemontese diedero nuova vita ad una terra gia' piena di ricchezze uniche e millenarie. Oggi, sulla sponda sinistra del Tanaro, il Roero comprende 24 paesi dove a differenza dei gentili e 'pettinati' vigneti che caratterizzano le Langhe il paesaggio si dipinge di una natura piu' incontaminata ed unica nel panorama di tutta la regione Piemonte; dalla sua 'capitale', Bra, si raggiungono comodamente le valli del saluzzese, il monregalese, Cuneo e Torino

CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR

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Loc. VIA CASTELLO, 5, GRINZANE CAVOUR CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
44 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Roddi, Alba, Sinio
Il nome del piccolo borgo rende omaggio allo statista risorgimentale che di Grinzane fu sindaco per diciassette anni. Nominato nel maggio 1832 a ventidue anni, mantenne tale carica fino al febbraio 1849. Alla sua morte il castello passo' alla prediletta nipote Giuseppina che sposo' il Conte Carlo Alfieri di Sostegno. L'ultima discendente di questa casata, marchesa Adele Alfieri, lascio' il castello al comune di Alba, di cui Grinzane era frazione. Il comune si divide in due centri, Gallo e Grinzane Cavour. Gallo ospita molteplici attivita' artigianali e industriali( tra cui la Torrone Sebaste e la Mondo), mentre il centro storico del paese e' costituito da Grinzane Cavour, con le sue poche case, strette attorno alla sagoma austera del Castello. Costruito nella prima meta' del XIII secolo, il castello ha subi'to alcune modifiche di carattere architettonico. L'odierno aspetto e' il risultato di restauri iniziati nel 1961, in occasione dei primi 100 anni dello stato italiano. L'imponente edificio in laterizio ha pianta trapezoidale, con quattro corpi irregolarmente disposti intorno all'esiguo cortile principale. Nel XVI secolo fu ampliato con l'aggiunta delle due pittoresche torricelle cilindriche; dello stesso periodo e', nella Sala delle maschere, il soffitto a cassettoni con 157 tavolette dipinte in occasione del matrimonio di Pietrino Falletti, recanti raffigurazioni di stemmi araldici, animali, allegorie e ritratti

FAGIOLO CUNEO I.G.P.

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Loc. CUNEO CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
27 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Robilante, Crava, Limone Piemonte
Le varieta' di fagiolo coltivate in zona sono varieta' rampicanti appartenenti alle specie Phaseolus vulgaris e Phaseolus coccineus e tra di esse distinguiamo varieta' idonee per la produzione di granella secca, comunemente indicato come fagiolo secco e altre per la produzione di baccelli con granella allo stato ceroso, conosciuto in zona come fagiolo rosso. Le varieta' piu' idonee alla produzione di fagiolo secco sono la tipologia 'Billo'' con granella caratterizzata da screziature bruno-violacea su fondo crema e le varieta' 'Bianco di Bagnasco' e 'Bianco di Spagna, con semi completamenti bianchi. Le principali varieta' per la raccolta allo stato ceroso sono lo 'Stregonta' (Lingua di fuoco) e la tipologia 'Borlotto'

SALUZZO

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Loc. SALUZZO, CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
3 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Manta, Revello, Savigliano
Saluzzo e' una piccola affascinante citta' in provincia di Cuneo, dove le valli del Monviso si aprono su una pianura ricca di frutteti. Capitale di un marchesato quattro volte secolare, ha conservato pressoche' intatte, nelle soluzioni urbanistiche di fine '400, le sue caratteristiche storiche, come importante testimonianza del suo passato ricco e nobiliare. Saluzzo e' una citta' d'arte, con un particolare centro storico che si distende a ventaglio sulla collina ed era in origine racchiuso da una duplice cerchia di mura. Sovrastato dall'imponente Castiglia, il borgo e' tutto un susseguirsi di viuzze acciottolate, ripide gradinate, chiese ed eleganti palazzi nobiliari con logge e altane, raccolti attorno a giardini nascosti.

SANTUARIO DI SANT'ANNA DI VINADIO

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Loc. VINADIO CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Pradleves, Valdieri, Robilante
Il Santuario di Sant'Anna e' un santuario che si trova nel comune di Vinadio in provincia di Cuneo. E' il piu' alto santuario d'Europa, essendo collocato a 2.035 metri di altezza. Si trova lungo la strada che da Vinadio sale al colle della Lombarda. Dedicato ai santi Anna e Gioacchino genitori di Maria. La Festa patronale e' il 26 luglio. Tra l'XI ed il XII secolo in prossimita' di molti passi alpini e per iniziativa della Chiesa sorgono chiese-ospizi per assistere i viandanti. Il santuario ebbe la stessa origine e fu dedicato inizialmente a santa Maria Brasca. La leggenda narra che sant'Anna apparve alla pastorella Anna Bagnis per indicarle il luogo dove costruirlo. Le sarebbe apparsa sul masso ancor oggi detto dell'apparizione a circa 500 metri dal Santuario sulla mulattiera che porta al passo di sant'Anna. Di S. Maria di Brasca parla un documento del 1307. Nella prima del 1400, venuta dalla Chiesa di Oriente, si diffonde in Piemonte la devozione a S. Anna e nel 1443 troviamo il primo testo che fa riferimento alla chiesa dedicata non piu' a Maria, ma a sua madre Anna. All'inizio del 1500 si parla di un cappellano fisso, di una moltitudine di popolo che sale alla cappella-ospizio in occasione della festa e di un custode, il randiere, per i trasporti e l'assistenza invernale, per il servizio di guida, vitto e alloggio ai viandanti, e per il suono di campana come richiamo in caso di tormenta e di nebbia. Nello stesso secolo la cattedrale di Apt, la prima chiesa in Europa dedicata a S. Anna, dona al Santuario una piccola parte della reliquia della Santa, che era stata salvata dalle invasioni barbariche e dalle relative distruzioni. Nel 1722 la reliquia donata verra' collocata nel braccio che ancora si onora. Nel 1681 viene inaugurata la nuova chiesa ...

WWF: OASI CASCINA BELLEZZA

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Loc. POIRINO TURIN, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
45 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Chieri, Moncalieri, Monte Aman
  Brochure PDF
Cascina Bellezza si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Poirino (To). L'Oasi si estende per 4 ettari immersa nelle campagne a sud di Torino, nel comune di Poirino. Si tratta di un'area originariamente destinata alla pioppicoltura con al centro uno stagno a forma di ferro di cavallo, tipica delle peschiere di questo territorio. Lo stagno e i terreni circostanti sono stati oggetto nel 2001 di una massiccia rinaturalizzazione che ha restituito alla zona umida la sua funzionalita' e ha trasformato i terreni agricoli in un mosaico eterogeneo di rimboschimenti, siepi, prati e incolti ideale per ospitare numerose specie di flora e di fauna. Il sistema di zone umide di Cascina Bellezza ospita un numero eccezionalmente alto di anfibi: sono ben nove le specie presenti, fra cui spicca il pelobate fosco italiano, che qui e' presente con una popolazione stabile e che ogni anno e' oggetto di uno specifico monitoraggio, unico nel suo genere in Italia. Ambiente Cascina Bellezza si trova all'interno degli 'Stagni di Poirino-Favari, una vasta area di 1845 ettari situata a sud-est della collina di Torino, fra i comuni di Santena, Poirino e Villastellone. Quest'area protetta e' stata istituita dall'e Europea proprio per tutelare gli ultimi siti riproduttivi del pelobate fosco italiano. Il SIC e' caratterizzato da un paesaggio prevalentemente agricolo (con colture di mais, cereali, pioppi ed ortaggi, fra cui i noti asparagi) e scarsamente urbanizzato, fatta esclusione per alcuni edifici agricoli isolati ed il piccolo centro abitato dei Favari (Poirino, TO), quest'ultimo tuttavia in recente e rapida espansione

PARCO NATURALE DEL MONTE TRE DENTI - FREIDOUR

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Loc. PARCO NATURALE DI INTERESSE PROVINCIALE DEL MONTE TRE DENTI - FREIDOUR, TORINO, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Avigliana, Piossasco, Sant'Ambrogio di Torino
La montagna di Cumiana L'inconfondibile profilo della cresta dei Tre Denti con il suo avamposto, la Rocca Due Denti, e' sicuramente un suggestivo quadro paesaggistico e per quanto l'impronta dell'uomo sia evidente, nel Parco vi sono vasti spazi nei quali si coglie una naturalita' quasi impensabile, a cosi' breve distanza da Torino. Flora e fauna sono caratteristiche della zona montana ed e' possibile osservare, a seconda delle stagioni, primule, tappeti bianchi e rosa di anemoni, il bosco rigoglioso, ungulati e uccelli di varie specie. All'interno del Parco e' possibile fare escursioni seguendo gli itinerari consigliati o semplicemente godersi la bellezza del posto con delle passeggiate per poi rilassarsi e godersi un buon pasto in una delle aree attrezzate

SANTUARIO DI VICOFORTE

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Loc. VICOFORTE - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Crava, Frabosa Soprana, Garessio
Il Santuario di Vicoforte, noto anche come Santuario Basilica della Nativita' di Maria Santissima o Santuario-Basilica Regina Montis Regalis e' un edificio religioso situato nel territorio del comune di Vicoforte. Si tratta di una chiesa monumentale, tra le piu' importanti del Piemonte, la cui cupola con sezione orizzontale ellittica risulta essere la piu' grande di tale forma al mondo. Ha la dignita' di Basilica minore. Il complesso trae le sue origini da un santuario medievale, composto da un modesto pilone decorato da un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino, eretto da un fornaciaio per propiziare la buona cottura dei mattoni. Nel 1592, durante una battuta di caccia, un cacciatore di nome Giulio Sargiano colpi' per sbaglio l'immagine della Vergine che, secondo la tradizione, sanguino'. La realta' vede invece il cacciatore pentito che appende il suo archibugio al pilone e inizia una grande raccolta di fondi per riparare il danno ed espiare cosi' il suo peccato. Ancora oggi l'archibugio e' conservato in una cappella del Santuario, accanto all'affresco deturpato. Nel giro di pochi anni questo luogo divenne meta di pellegrinaggi sempre piu' frequenti ed attiro' anche le attenzioni del duca Carlo Emanuele I di Savoia che, nel 1596, commissiono' la costruzione di un grande santuario all'architetto di corte Ascanio Vitozzi. Nelle intenzioni del Duca, il Santuario avrebbe dovuto accogliere i molti pellegrini e diventare in seguito il mausoleo di Casa Savoia, luogo destinato alle tombe della famiglia, funzione assunta in seguito dalla Basilica di Superga sulla collina torinese. Il Vitozzi mori' nel 1615, quando la grande costruzione era stata eretta fino al cornicione, dove sarebbe dovuto essere innestato il tamburo della cupola. Morto anche il Duca (che volle essere sepolto in Santuario), a distanza di quindici anni dall'architetto, la costruzione si arresto' del tutto, lasciando il Santuario a lungo tempo scoperto. Una nuova infervorazione di fedeli si ebbe nel 1682, quando la Vergine del pilone venne solennemente incoronata, come ringraziamento del termine della guerra del sale. Da allora si riprese la costruzione, senza ...

CUNEO

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Loc. CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
26 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Robilante, Crava, Madonna D'ardua
  Brochure PDF
questa citta si trova su un colle a forma di cuneo dove confluiscono i fiumi Gesso ed il Stura di Demonte e e' contornata dalla Alpi. Storicamente fu fondata nel XII secolo da una rivolta degli abitanti contro il marchese del Monferrato: ne risulto un nuovo nucleo regolamentato dagli ordinamenti comunali. Nel 1382 inizio la dominazione dei Savoia e Cuneo divenne un importante centro fortificato ed un fiorente centro commerciale. Nel 1859 divenne capoluogo di provincia. Da vedere: Duomo: chiesa con pianta a croce latina con facciata in stile neoclassico con quattro grandi colonne ai lati dei portici. All'interno vi e' una splendida icona nell'altare maggiore che rappresenta la Madonna in trono (di Andrea Pozzo). Chiesa di San Sebastiano: edificio del XIV secolo ha subito numerosi interventi durante il periodo seicentesco e quindi conserva ben poche caratteristiche originarie. All'interno vi e' un bellissimo coro della fine del XVI secolo, opera di Tommaso Fontana. Palazzo della torre: splendido edificio di epoca medievale prende il nome dalla torre comunale che ancora conserva al suo interno. Santuario Santa Maria degli Angeli: edificio costruito nel 1718 per opera di Francesco Gallo in un luogo di un eremo francescano. L'interno della chiesa e' formato da un'unica navata con una cupola affrescata con la figura dell'Assunta. E' conservato inoltre della tela San Diego d'Alcantara di Moncalvo e di un insieme di affreschi che raffigurano la vita di San Francesco. Museo Civico: questo museo si trova all'interno dell'antica chiesa-convento di San Francesco, edificio del XV secolo con facciata in cotto e campanile gotico. Il museo conserva reperti romani e medievali ed una strana collezione di bambole Lenci vestite con costumi tradizionali delle valli alpine

PARCO FLUVIALE GESSO E STURA

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Loc. CUNEO - PIEMONTE  Navigatore
28 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Robilante, Crava, Limone Piemonte
Il parco con la citta' dentro... 60 km di fiume, 10 Comuni (Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Sant'Albano Stura, Vignolo) e oltre 4000 ettari di ambiente naturale fluviale per lo sport, la didattica, il tempo libero, la cultura. Una Rete Verde di percorsi ciclopedonali - attualmente di circa 60 km, che collega le riserve naturali e le numerose aree attrezzate - e, soprattutto, una cerniera di collegamento con i territori circostanti, a valle e a monte dove incontra il Parco Naturale delle Alpi Marittime. In una parola: un parco unico, dagli ideali ambiziosi, quali la tutela della biodiversita', il rispetto delle vocazioni originarie del territorio e la valorizzazione di tutte le potenzialita' dell'area

PARCO NATURALE DI STUPINIGI

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Loc. NICHELINO - PIEMONTE  Navigatore
42 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Stupinigi, Moncalieri, Piossasco
A soli dieci chilometri da Torino, sorge la palazzina di Stupinigi, eretta nella prima meta' del XVIII secolo dall'architetto Juvarra. La dimora di caccia e villeggiatura, voluta dai Savoia, e' il nucleo attorno al quale si sviluppa il parco naturale. A poca distanza dalla palazzina, che oggi ospita il Museo d'arte e Ammobiliamento, si trova il Castelvecchio, antico maniero medievale in buono stato di conservazione

CASTELLO DEGLI ACAJA DI FOSSANO

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Loc. PIAZZA CASTELLO, FOSSANO CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
22 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Savigliano, Crava, Bra
  Brochure PDF
L'attuale castello di Fossano e' il risultato della costruzione iniziata da Filippo d'Acaja nel 1314.In precedenza, sullo stesso sito, esisteva gia' un baluardo di difesa, la bicocca, costruito poco dopo il 1236. Un primo ampliamento inizia nel 1324. Le parti essenziali del castello furono terminate nel 1332 e la struttura si presentava a pianta quadrata perfettamente regolare e con torri quadrangolari agli spigoli, ruotate di quarantacinque gradi.Con l'estinzione della famiglia Acaja, il castello di Fossano passo' ai Savoia e trasformato dal duca Amedeo d'Aosta in elegante residenza, destinata ad accogliere la grande corte e il governo ducale.Nel Cinquecento furono realizzati ulteriori ristrutturazioni dell'edificio al fine di renderlo ancora piu' confortevole. In quegli anni viene chiamato Giovanni Caracca ad eseguire le decorazioni interne.Fu quindi tra i secoli XVI e XVII che il castello attraverso' il periodo piu' florido, quando anche la Madama Reale Cristina di Francia vi abito': fu abbellito con stucchi e dipinti, oggi quasi del tutto perduti, mentre due torri furono rivisitate con l'aggiunta di gallerie belvedere.Successivi ampliamenti si ebbero nel Seicento quando il castello fu trasformato in carcere. Fu allora che i grandi saloni furono trasformati in piccole celle. E si avvio' ad un periodo di decadenza.Nel 1689 nelle carceri del castello 1.800 valdesi, a causa delle persecuzioni, furono rinchiusi e morirono di stenti. Nell'Ottocento il castello divenne caserma militare e in seguito sede di una scuola di veterinaria. Nella seconda meta' del Novecento si intrapresero i lavori di recupero e la fortezza degli Acaja fu adibita a sede della Biblioteca civica e dell'Archivio di Stato, ritornando agli antichi splendori.

CHIANALE

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Loc. PONTECHIANALE - PIEMONTE  Navigatore
38 Km da FAI: CASTELLO DELLA MANTA
  Area Ghigo, Perrero, Pradleves
  Brochure PDF
A 1800 metri d'altitudine, al confine con la Francia, in fondo alla Val Varaita di cultura occitana, si trova questo villaggio dal cuore d'ardesia, con i suoi tetti di lose, le sue pietre, i suoi legni, le vecchie travi. Les montagnards sont la'. La posizione e' magnifica, al riparo delle valanghe. A Chianale si respira tutto il profumo delle Alpi, quando l'aria di neve spazza via i pensieri sotto un cielo color dell'acciaio; quando il silenzio scende sulle case intorpidite che sembrano stringersi tra loro come a tenersi caldo. I larici riposano come carezze nella neve e l'allegria scaccia la solitudine vicino al fuoco amico del camino. La cultura provenzale, orgogliosamente esibita dai pochi abitanti rimasti, riporta al tempo dei trovatori, che forse nella bella stagione componevano versi e musica nell'Aleve', il bosco di pini cembri piu' grande d'Europa, sulle pendici del Monviso. Attraversato dallo Chemin Royal che portava in Francia, il villaggio fu solo sfiorato dalle guerre di religione, dato che il tempio calvinista e la chiesa cristiana stavano senza problemi l'uno di fronte all'altra. L´Alta Val Varaita si chiude a Pontechianale (1610) con il suo lago circondato da boschi e pinete. Poi si sale ancora e si arriva al villaggio in pietra di Chianale, quasi 1800 m. , la cui struttura e' centrata sull´asse dell´antico Chemin Royal, la strada del sale che portava in Francia. Proseguendo da Chianale, infatti, attraverso una spettacolare arrampicata sino a 2748 m., che l´automobile puo' affrontare solo d´estate, si raggiunge il colle dell´Agnello da dove si scende nella regione del Queyras. Il borgo di Chianale e' diviso dal torrente Varaita in due nuclei collegati tra loro da un ponte in pietra, vero cuore del borgo. Il ponte si trova in corrispondenza di una piccola piazzetta con fontana su cui si affaccia l´antica Chiesa Sant´Antonio. Sorta nel XIV secolo, e' stata la Parrocchiale di Chianale dal 1459 fino a tutto il Seicento. semplice e armoniosa, con il campanile a vela biforato e un portichetto d´ingresso, presenta un meraviglioso portale romanico a triplice ghiera

Escursioni e attrazioni in PIEMONTE vicino a MANTA Saluzzo Revello Savigliano: 'PALAZZINA DI STUPINIGI'   'FORMAGGIO BRA DOP'   'LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO'   'PARCO NATURALE DEL MONTE SAN GIORGIO'   'PARCO NATURALE DI CONCA CIALANCIA'   'CASTELLO DI RACCONIGI'   'ABBAZIA DI SANTA MARIA DI STAFFARDA'   'CRUDO DI CUNEO D.O.P.'   'ROBILANTE'   'TOMA PIEMEONTESE DOP'   'CASTELMAGNO D.O.P.'   'BAROLO DOCG'   'MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE'   'CASTELLO DI RODDI'   'LANGHE E ROERO'   'CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR'   'FAGIOLO CUNEO I.G.P.'   'SALUZZO'   'SANTUARIO DI SANT'ANNA DI VINADIO'   'WWF: OASI CASCINA BELLEZZA'   'PARCO NATURALE DEL MONTE TRE DENTI - FREIDOUR'   'SANTUARIO DI VICOFORTE'   'CUNEO'   'PARCO FLUVIALE GESSO E STURA'   'PARCO NATURALE DI STUPINIGI'   'CASTELLO DEGLI ACAJA DI FOSSANO'   'CHIANALE'  

PIEMONTE


Il nome Piemonte venne usato per questa regione agli inizi del XIII secolo (pié de monte = ai piedi del monte) in quanto questa zona è racchiusa tra le Alpi. E' una regione dell'Italia nord-occidentale, ai confini con la Svizzera e la Francia. Come indica il nome stesso, il Piemonte è la terra delle montagne: è infatti circondato su tre lati dalla catena alpina, che proprio qui comprende le vette più alte e i ghiacciai più vasti d'Italia. Il Monviso, il versante piemontese del Monte Rosa e gli altri spettacolari rilievi offrono paesaggi di singolare bellezza; numerosi sono anche i comprensori sciistici, tra cui la Via Lattea e il Sestriere, che accolgono con le loro modernissime attrezzature gli appassionati di sport invernali. Sullo sfondo delle Alpi si aprono grandi e pittoresche vallate, tra cui la Val di Susa, la Valsesia e la Val d'Ossola. Ben diverso ma altrettanto caratteristico è il panorama delle Langhe e del Monferrato: un susseguirsi di colline coltivate a vigneti, punteggiate di borghi e castelli. Specchi d'acqua e risaie, lunghi filari di pioppi e antiche cascine sono invece gli scenari tipici delle pianure che si estendono nel novarese e nel vercellese. Meta turistica per eccellenza è il lago Maggiore, con Stresa e le isole Borromee, paesaggi incantevoli che ospitano antiche ville circondate da parchi all'inglese. Ma la natura è solo una delle numerose attrattive del Piemonte. Tanti altri sono i volti della regione: da Torino - la capitale italiana dell'auto - con la sua storia e il suo notevole patrimonio artistico, alle altre città, ai vari centri storici tra cui Cherasco, Alba e Ivrea. E poi, i suggestivi castelli medievali tra cui spicca l'imponente castello di Ivrea, le preziose architetture, tra cui le famose Residenze Sabaude e i Sacri Monti. Acqui Terme e Vinadio, località termali storiche, assicurano cure e trattamenti per un soggiorno di benessere e relax. Scoperte e sorprese di ogni genere attendono i visitatori, compresa una vasta offerta enogastronomica, in grado di soddisfare tutti i gusti.

Da Vedere: Vi sono rinomate località turistiche come ad esempio: Sestriére: stazione sciistica mèta storica per il turismo invernale; Bardonecchia: sentieri e vallate per passeggiate montane; Museo Nazionale di Scienze Naturali: situato a Torino in via Giolitti ospita collezioni di botanica, entomologia, geologia, mineralogia, paleontologia e zoologia. Museo Egizio: situato a Torino in via Accademia delle Scienze, dopo il Cairo è il museo che raccoglie i più importanti reperti egizi del mondo. Viene documentata la storia e la civiltà dell'Egitto dal periodo paleolitico all'epoca copta.

Gastronomia e Vini: La cucina piemontese offre dei piatti della tradizione contadina. Tra quelli tipici di questa regione troviamo la bagna cauda a base di acciughe, aglio e burro, le fettuccine al tartufo, altro ingrediente principe della cucina piemontese; la fonduta a base di patate, fontina, uova e burro; lo stracotto, spezzatino di manzo con verdure; tra i dolci vi segnaliamo i famosi baci di dama a base di cioccolato, mandorle e scorzette di arancia candita ed il pilot un dolce a base di grissini. Tra i vini i più rinomati sono il Barbera ed il Barolo d'Alba D.O.C. e il nebbiolo delle Langhe D.O.C.