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carceri austro-ungariche di trento a trento, italia - trentino alto adige
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 sito architettonico CARCERI AUSTRO-UNGARICHE DI TRENTO

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CARCERI AUSTRO-UNGARICHE DI TRENTO

CARCERI AUSTRO-UNGARICHE DI TRENTO

La Provincia Autonoma di Trento ha previsto l'abbattimento delle antiche carceri di Trento - progettate nel 1876 dall'architetto austriaco Karl Schaden e simbolo del regno austro-ungarico - in seguito al progetto di realizzazione di una nuova Casa Circondariale. Le carceri austroungariche e il vecchio Palazzo di Giustizia sono parti di un unico monumento e il loro valore architettonico e' dato proprio dall'essere non un monumento fine a se' stesso, ma un edificio unitario, un insieme unico che deve essere salvaguardato e rispettato. La differenza nel linguaggio architettonico era dovuta unicamente alla diversa funzione degli edifici. Un 'errore' voluto dalla Soprintendenza dichiaro' nel 1993 le carceri un manufatto privo di valore storico artistico, mentre veniva mantenuto il vincolo sul Palazzo di Giustizia. Questo 'errore' voleva essere semplicemente una facilitazione burocratica per i piccoli adeguamenti funzionali dell'edificio carcerario. In un epoca in cui nessuno immaginava che un giorno si potesse pensare alla demolizione dell'edificio. Il direttore del carcere chiese infatti su un foglio di carta semplice: 'L'edificio e' tutelato?', la Soprintendenza rispose in pochi giorni: ' Sentito il parere dell'architetto & la commissione dichiara che il carcere e' privo di valore storico-artistico', questo senza alcuna ispezione interna e senza una documentazione. Sono state raccolte oltre 5.000 firme nel Censimento de I Luoghi del Cuore 2008 e sono stati realizzati molti incontri grazie all'impegno della Delegazione di Trento. Nel 2010 il FAI ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato per impedire la demolizione delle carceri. La giunta provinciale con una delibera si e' sottratta al Giudizio del Capo dello Stato obbligando il FAI a rivolgersi al TAR, richiedendo anche una sospensiva dei lavori. Il TAR ha rigettato il ricorso del FAI. Nel maggio 2011 il FAI presenta ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR di Trento; nel giugno 2011 il FAI e Italia Nostra scrivono al Direttore Generale del Demanio per sollecitarlo a richiedere alla Soprintendenza di avviare il procedimento di verifica dell'interesse culturale del carcere. Nonostante l'esito negativo del ricorso, nell'aprile 2013 l'Assessore Provinciale al Personale, Enti Locali e Lavori Pubblici, Mauro Gilmozzi, comunica la volonta' di 'riconsiderare la necessita' di abbattere la struttura del carcere', ribaltando la linea finora seguita dalla Provincia che a fine 2011 aveva approvato il progetto esecutivo per la razionalizzazione del nuovo polo giudiziario. Il 20 febbraio 2014 e' stato finalmente scongiurato il pericolo di abbattimento delle antiche carceri, in seguito ad una delibera della Provincia Autonoma di Trento che ha stabilito che il progetto del nuovo polo giudiziario della citta', che prevedeva la demolizione della struttura austroungarica, venga ridimensionato e di conseguenza le carceri non vengano abbattute ma recuperate in toto