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bosco monteluco a monteluco - umbria
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 sito naturalistico BOSCO MONTELUCO

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BOSCO MONTELUCO

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BOSCO MONTELUCO

La mulattiera che partendo dal Fortilizio dei Mulini s'inerpica su Monteluco e' tradizionalmente nota come 'la corta', ma e' in realta' l'originaria strada comunale Spoleto-Monteluco. Essa risale il ripido versante nord-occidentale del rilievo, ammantato da un esteso bosco di leccio in gran parte d'alto fusto, di eccezionale valore scientifico, storico e paesaggistico. Si tratta di una formazione mediterraneo-montana di tipo 'mesofilo', sviluppata cioe' in una situazione con buon grado di umidita'; in essa, caratterizzata dalla presenza del maggiociondolo, abbondano il bosso, il pungitopo e l'evonimo latifoglio.La millenaria importanza della foresta e' testimoniata innanzitutto dal nome stesso (lucus = bosco sacro) e dalle antiche, severe leggi di protezione come la Lex Spoletina. Recentemente il valore dell'ambito e' stato riconfermato dalla sua individuazione come Sito di Interesse Comunitario secondo le direttive CEE. I lecci secolari di Monteluco sono alti e rugosi, casa ideale per i grandi coleotteri, per il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il rampichino e il picchio muratore. A circa 500 metri dall'inizio del sentiero, una deviazione conduce al complesso di Sant'Antonio abate, probabile luogo di un antico romitorio. Tornati indietro si riprende a salire per 'la corta', raggiungendo in breve la zona degli eremi, utilizzati dagli anacoreti a partire dal V secolo e oggi per lo piu' inclusi in proprieta' private. Sono qui segnalati quelli piu' facilmente rintracciabili. Al n. 11 e' l'eremo di San Paolo Protoeremita, nell'Ottocento di proprieta' della famiglia Marignoli cui si deve la costruzione della chiesa di San Francesco d'Assisi. L'eremo delle Grazie (attualmente residenza d'epoca) acquisi' grande importanza nel secolo XVI, quando, partiti i Benedettini da San Giuliano, divenne il nuovo luogo di riunione dei romiti e residenza del priore della congregazione. Da Monteluco e' possibile tornare a Spoleto anche per un itinerario alternativo alla 'corta': 100 metri dopo l'ultimo dei 'villini' si abbandona il sentiero n. 1 e si scende verso destra per un tracciato non segnalato, si supera un piccolo fosso asciutto e 500 metri piu' avanti si torna sul sentiero n. 1 per scendere fino alla chiesa di San Giuliano. Sorta nel XII secolo sul luogo del primitivo monastero fondato dal monaco Isacco, divenne poi abbazia benedettina e punto di riferimento per gli eremiti di Monteluco. Da San Giuliano, tra prati e boschi, si scende fino alla chiesa di San Pietro, costruita su un primitivo tempio del V secolo dedicato all'apostolo.Luogo privilegiato di sepoltura dei vescovi spoletini, fu ricostruita tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. A questa fase risale la decorazione scultorea della facciata, vero e proprio capolavoro del Romanico umbro

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