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palinuro a palinuro, salerno, italy - campania
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 citta  borgo PALINURO

citta  borgo
PALINURO

PALINURO

Palinuro e' la maggiore frazione di Centola, in provincia di Salerno, Campania. E' una stazione balneare del Cilento meridionale piuttosto nota, il cui nome e' legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea. Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perche' il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Cosi' si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far si' che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovra' morire. Enea accortosi della mancanza dell'amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realta', come raccontato nell'Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinche' la sua anima possa riposare in pace. Immerso nella rigogliosa natura del Parco Nazionale del Cilento, Capo Palinuro si getta a picco nel mar Tirreno, in uno dei tratti di costa meglio conservati, protetti ed incontaminati dell'Italia meridionale. Coste alte, spiagge e calette sabbiose si alternano continuamente lungo i km di costa. A riva le spiagge lasciano subito spazio alle colline, ricche di oliveti, che si infilano poi lungo strette valli e gole sino alle alte montagne dell'entroterra cilentano, che racchiudono lungo le loro pendici villaggi e testimonianze d'arte e di vita dei popoli del passato. Le suggestive grotte del Capo Palinuro, che oggi si specchiano in un mare cristallino, circa 130.000 anni fa (fase glaciale Riss), erano circondate da un paesaggio completamente diverso. Il mare arretrando per centinaia di metri dall'attuale linea di costa aveva lasciato spazio a fitti boschi chiazzati di ampie radure, la fauna era prevalentemente costituita da stambecchi, daini, cervi, cavalli, orsi e leoni delle caverne, mentre le grotte erano riparo dell'Homo erectus. Tutto cio' e' documentato dai rinvenimenti fossili, in particolare nella famosa Cala Delle Ossa si possono osservare, incastonate nella roccia e levigate dal mare, le ossa di un tale incredibile zoo. Una frequentazione piu' assidua dell'uomo primitivo e' registrata nel neolitico (IV millennio); i numerosi resti di utensili in ossidiana, ritrovati nella duna fossile, fanno pensare a Palinuro come di una stazione di commercio con le Eolie da cui proveniva il vetro naturale.